Come è cambiata l’alimentazione nella storia

La storia del cibo è lunga come quella dell’uomo: le abitudini e i comportamenti alimentari sono condizionati da fattori climatici, psicologici, relazionali, tecnologici, perché l’alimentazione è anche cultura.

Nell’attuale società troppo spesso si mangia in funzione della gola e non tanto  dell’effettiva qualità nutrizionale del cibo, e questo comporta l’adozione di scorrette abitudini alimentari che predispongono all’insorgenza di future patologie a carico soprattutto del sistema cardiocircolatorio e gastrointestinale.

Per questo oggi più che mai è importante sensibilizzare le persone nei confronti di un corretto impiego degli alimenti: del resto, come affermava il filosofo tedesco Feuerbach: ”Noi siamo quello che mangiamo” e in virtù di questo abbiamo il dovere di conoscere gli alimenti di cui ci cibiamo, valutandone gli effetti positivi e negativi sulla salute.

L’ALIMENTAZIONE NEL NOSTRO PASSATO

Se ripercorriamo le tappe più significative dello sviluppo alimentare dell’uomo sulla base di recenti studi di paleobotanica e archeologia sperimentale, potremo capire meglio come cambiando le civiltà e il clima e migliorando le tecnologie siano mutate, non sempre in meglio, anche le pietanze tipiche di un popolo:

  • gli antichi Egizi, Greci e Romani erano gran lavoratori, abituati a portare pesi e a lavorare per decine di ore grazie al solo uso delle braccia. La loro forza risiedeva soprattutto nel cibo costituito da granaglie integrali di vario tipo, pane integrale, semi oleosi, legumi, di rado pesce o carne aromatizzati con erbe spontanee, uova, frutta e verdura con le quali creavano piatti semplici e naturali per lo più assunti crudi o poco cotti: anche le golosità erano naturali ed energetiche come pasticcini al vincotto, al miele, al sesamo, all’uvetta, alla frutta;
  • nel ‘700 subentra un grande cambiamento alimentare: sulla tavola di quasi tutti gli Europei troviamo lo zucchero ottenuto dalla lavorazione della canna che un po’ alla volta sostituisce il miele; inoltre i cereali vengono raffinati per risultare meglio assimilabili, privi di scorie e meglio conservabili, anche se decisamente più poveri dal punto di vista nutrizionale;
  • nel ‘900 subentra la genetica applicata all’agricoltura, le biotecnologie che sperimentano in modo sempre più azzardato e vengono introdotti cibi del tutto inventati, artificiali, confezionati e poco vitali; inoltre, lo sviluppo della tecnologia e dell’automazione porta l’uomo a vivere senza fatica fisica e con il minimo movimento predisponendolo inevitabilmente alle malattie della società del benessere quali stipsi, obesità, diabete.

L’ALIMENTAZIONE OGGI

Finalmente oggi è ritornato da parte di medici e dietologi l’interesse per l’alimentazione naturale e sana. Le più recenti scoperte scientifiche hanno individuato nella dieta Mediterranea integrale e biologica spiccate attività antiossidanti in grado di limitare i danni dello stress quotidiano. Essa inoltre, non si scosterebbe troppo da quella dei nostri avi, parchi utilizzatori di ciò che l’ambiente offriva nelle stagioni consone e nelle quantità giustamente soddisfacenti le reali esigenze psicofisiche.

LA DIETA QUOTIDIANA: SEGUIAMO IL BUON SENSO

Partiamo innanzitutto dal vero significato che sin dall’antichità si attribuiva al termine “dieta”, intesa come “corretto regime alimentare e sano stile di vita giornaliero” e non come tutti oggi pensano“regime alimentare ipocalorico finalizzato alla perdita di peso corporeo”. Non seguiamo i dettami di diete sbilanciate lanciate dalla moda del momento: non c’è nulla di peggio che assumere gli alimenti sottodosandoli in modo arbitrario o, ancor peggio, arrivare a credere che una barretta iperproteica definita impropriamente “pasto sostitutivo” e assunta velocemente davanti al computer sia da preferirsi a un piatto di cereali integrali adeguatamente combinati con grassi e proteine consumati a tavola in compagnia della persona che ami. Una dieta salubre, che ci predispone cioè alla salute e non alla malattia dovrebbe essere:

  • basata su cibi freschi e non confezionati;
  • ricca in frutta e verdure fresche e stagionali;
  • completa non trasformata e quindi il più possibile integrale;
  • varia e non monotona;
  • equilibrata e non eccessiva;
  • biologica, organica;
  • legata il più possibile alle tradizioni geografiche e culturali di un popolo.