Contrastare l’acidosi e integrare l’alimentazione moderna

Una dieta equilibrata è uno dei fattori determinanti per la salute e il benessere del nostro organismo: un’alimentazione corretta deve tenere conto del metabolismo, della costituzione e dello stile di vita di ognuno. Un regime alimentare sbilanciato può comportare il rischio di alterazioni del pH fisiologico e, nel tempo, può causare fastidiose conseguenze In particolare, le diete iperproteiche, di recente diffusione, danno sì risultati rapidi ed efficaci nel breve periodo, ma inevitabilmente comportano squilibri ed effetti collaterali, primo tra tutti la chetosi e l’iperacidosi con conseguenti:

  • crampi, astenia e rigidità muscolare
  • emicrania e cefalee
  • acidità gastrica e difficoltà digestive

In questi casi può essere utile incrementare il consumo di cibi alcalinizzanti . Ma quando l’alimentazione non basta, o quando è proprio la dieta a imporre un regime alimentare momentaneamente squilibrato, per mantenere sotto controllo l’equilibrio del pH può essere utile assumere un integratore alcalinizzante come RegoBasic. Nell’equilibrio acido-basico il cibo ha un ruolo da protagonista, scopri quali sono i cibi alcanizzanti e quali quelli acidificanti.

I valori corporei che devono essere mantenuti in equilibrio sono molti: glicemia, colesterolo, temperatura… Uno tra i meno conosciuti, ma tra i più importanti, è il pH, l’unità di misura che valuta l’acidità o alcalinità di un elemento su una scala che va da 0 (acido) a 14 (basico): ogni singolo sistema, apparato, organo o tessuto ha uno specifico valore di pH che può variare in base alle esigenze specifiche del momento, es. nello stomaco durante la digestione, ai ritmi giornalieri del metabolismo e soprattutto all’alimentazione.

Ogni cellula per funzionare correttamente deve avere sostanze nutritive adeguate e un ambiente ottimale: se adottiamo una dieta a base prevalente o esclusiva di cibi acidificanti, anche il nostro organismo tenderà nel tempo ad acidificarsi e il suo funzionamento verrà rallentato e ostacolato. La situazione può peggiorare se ad un regime dimagrante viene associata l’indicazione ad aumentare l’attività fisica, poiché per quanto certamente essa sia uno dei migliori modi per mantenersi in buona salute, durante gli sforzi prolungati, l’organismo produce acido lattico.

Non esiste un valore assoluto, ma un obiettivo ideale è considerato avere al mattino un pH intorno a 6,5. Le urine sono il mezzo più comodo per valutare il grado di acidificazione dei nostri tessuti extra cellulari e il loro controllo può essere fatto anche da soli: basta raccogliere in un bicchierino di plastica la seconda urina del mattino, immergervi per un attimo una cartina al tornasole acquistata in farmacia e confrontare la cartina con la scala cromatica presente nella confezione. Per regolare il rapporto acido-basico e quindi contrastare l’acidosi tessutale è necessario agire sulle cause rimovibili, e in particolare sull’alimentazione

I cibi si possono suddividere in due categorie: acidificanti (con PRAL positivo) e alcalinizzanti (con PRAL negativo). Il PRAL (Potential Renal Acid Load) è il carico acido renale, un valore numerico che si misura in mEq ogni 100g di alimento. Tra i cibi acidificanti, i primi in classifica sono gli alimenti ricchi di proteine animali (formaggi stagionati, carne, pesce), seguono i legumi e i cereali, quindi lo zucchero, le uova intere, il caffè, gli alcolici, la frutta oleaginosa, le albicocche e le prugne secche. Gli alimenti alcalinizzanti sono invece pochi, si consumano per lo più occasionalmente e in quantità limitate: verdura, mandorle, acqua naturale. Quasi tutta la frutta contiene acidi deboli, cioè capaci di dare una reazione di alcalinizzazione all’interno dei tessuti, quindi anche frutti dal sapore decisamente acidulo come il limone o l’arancia porteranno ad una alcalinizzazione. Il latte, seppure sia alcalinizzante, risulta spesso indigesto a causa dell’intolleranza al lattosio. Mangiando poca frutta e verdura, o bevendo poco, non possiamo che caricarci di scorie acide e ci priviamo dei cibi più ricchi di sostanze protettive per l’organismo: gli antiossidanti. Per riequilibrare il pH si suggerisce una dieta che comprenda un 30% di cibi acidificanti e un 70% di cibi alcalinizzanti.

Dieta Alimentare TRADIZIONALE:

COLAZIONE

cappuccino e cornetto o caffè con biscotti
eccessivo tenore di zuccheri + forte acidificazione Risultato: acidificazione netta.
Risultato: acidificazione netta.

PRANZO
tramezzino/panino al bar oppure un piatto di pasta e un’insalata + caffè.
pranzo prevalentemente acidificante
Risultato: acidificazione più o meno netta.

CENA
si arriva a casa affamati, quindi primo e secondo. Chi segue una dieta dissociata o vuole mantenersi leggero opta per un secondo piatto proteico (bistecca, formaggi) con pane e contorno.
Risultato: acidificazione più o meno netta

Dieta Alimentare ALCALINIZZANTE:

COLAZIONE

frutta di stagione, una fetta di pane, uno yogurt

SPUNTINO
un frutto

PRANZO
una grossa insalata mista cruda, un piatto di pasta o riso, verdure cotte

SPUNTINO

un frutto

CENA
una grossa insalata mista cruda, un secondo o un piatto unico, verdure cotte.

Acqua oligominerale in quantità lontano dai pasti

Ad influenzare il nostro pH entrano in gioco anche fattori non alimentari: le emozioni, lo stress, la sedentarietà. Praticare stili di vita più adeguati (meditazione, yoga, attività fisica…) sono ottimi strumenti per garantirci una buona salute. E poi c’è RegoBasic, la rivoluzione dei citrati alcalinizzanti, una miscela equilibrata di vari minerali destinati al controllo del pH nei tessuti dell’organismo, utili anche al funzionamento delle cellule e delle ossa, le cui caratteristiche più importanti sono:

  • rispetto della fisiologia dell’organismo
  • biodisponibilità
  • digeribilità

Prodotti Correlati