Insonnia: e se fosse dovuta allo stress?

Il sonno è una fase fondamentale della vita, durante la quale si ricostituiscono le riserve energetiche e si eliminano le sostanze nocive accumulate durante i processi metabolici diurni; ci allontana dalle fatiche quotidiane e ci consente di recuperare l’energia per affrontare una nuova giornata.

 

QUANDO SI PUÒ PARLARE DI INSONNIA?

Molte persone, purtroppo, lamentano l’assenza di un sonno costante, prolungato e ristoratore e dichiarano anzi di avere difficoltà ad addormentarsi, di svegliarsi frequentemente durante la notte o al mattino, sempre troppo presto. Quando queste alterazioni del sonno si manifestano raramente, non c’è da preoccuparsi; se invece si ripetono quasi ogni notte e per lunghi periodi di tempo, siamo di fronte a casi di insonnia conclamata per cui è necessario intervenire.

L’insonnia implica un’alterazione del ritmo, della quantità e della qualità del sonno ed è responsabile di un ridotto recupero psico-fisico dell’organismo; possiamo considerare quest’ultimo una causa e insieme una conseguenza di un disagio psichico e/o fisico comunemente chiamato stress, che colpisce adulti, anziani, ma anche bambini.

 

INSONNIA: QUANDO È IN GIOCO LO STRESS

Alcune fonti di stress che provocano insonnia possono essere:

  • l’attesa di un evento importante come un colloquio di lavoro che può cambiare la vita
  • il timore di ricevere una brutta notizia;
  • l’ansia da prestazione e l’esaurimento psichico che ci affligge giorni prima di un esame importante;
  • l’eccesso di lavoro che ci rende iperattivi;
  • nei bambini, la paura del buio o della solitudine o l’agitazione psicofisica che li porta a voler giocare sino a tarda sera invece di andare a dormire;
  • l’insicurezza e l’ossessione per i piccoli dettagli che impedisce di addormentarsi se non si ha la certezza che ogni cosa sia a posto;
  • le paure inconsce che fanno subentrare il timore di entrare in un mondo misterioso come quello notturno.

 

COME LO STRESS AGISCE SUL NOSTRO SONNO 

Lo stress modifica la composizione della nostra flora batterica intestinale e determina reazioni infiammatorie locali che, influenzando il Sistema Nervoso enterico o addominale denominato anche “secondo cervello”, alterano profondamente la biochimica del nostro Sistema Nervoso Centrale, riducono la secrezione di melatonina da parte della ghiandola pineale e aumentano la secrezione di cortisolo, noto come ormone dello stress, da parte delle ghiandole surrenali.

Questo ci predispone a maggiore irritabilità, depressione e disturbi dell’umore che si evidenziano anche con alterazioni del sonno.

 

6 MODI PER CONTRASTARE L’INSONNIA DA STRESS 

In tutte le condizioni di stress che alterano addirittura l’equilibrio sonno veglia può essere utile:

  • ascoltarsi e riconoscere che è giunto il momento di pensare un po’ più a noi stessi esprimendo la nostra vera natura e lasciandosi andare di più alle esigenze istintive ed emotive rispetto a quelle intellettuali;
  • fare spazio alle tecniche di rilassamento di tipo mentale come la meditazione o la distensione immaginativa e di tipo fisico come il massaggio dolce o la riflessologia plantare;
  • Fare attività fisica costante, purché non effettuata subito prima di andare a coricarsi, aiuta a far sciogliere tensioni fisiche e psicologiche garantendo un sonno ristoratore;
  • Programmare opportune pause di riposo o vacanze
  • Alimentarsi correttamente, con cibi integrali, biologici, freschi e per lo più di origine vegetale, migliorando i processi digestivi, renderà anche più facile addormentarsi soprattutto se la sera ceneremo almeno 3 ore prima di coricarci, mangiando cibi digeribili a base di proteine vegetali con l’aggiunta anche di mandorle – ricche di benzodiazepine naturali;
  • evitare cibi o bevande freddi, cibi di origine animale e i formaggi, responsabili di una eccessiva eccitazione del Sistema nervoso. Evitiamo anche di assumere durante il giorno eccessive quantità di sostanze nervine come teina, caffeina o alcool. Mangiamo in un ambiente rilassato con la mente tranquilla senza leggere, lavorare o guardare la TV.

 

PROBIOTICI E MELATONINA: UN AIUTO PER IL NOSTRO RIPOSO

Mantenere integra la nostra flora intestinale benefica è fondamentale; qualora non sia sufficiente supportarla con una corretta alimentazione, può essere d’aiuto introdurre integratori alimentari le cui formulazioni siano prive di saccarosio o edulcoranti sintetici, coloranti e conservanti; i probiotici presenti negli integratori alimentari dovrebbero inoltre essere formulati rispettando le caratteristiche previste dall’OMS-FAO e quindi garantire origine enterica, resistenza agli acidi gastrici e biliari, buona adesività a livello intestinale e incapacità di trasmettere resistenze agli antibiotici.

In ultima istanza, prima di coricarsi,  può essere utile anche un’integrazione di melatonina che permetta, soprattutto alle persone anziane, di riequilibrare l’orologio biologico facilitando l’addormentamento e il sonno profondo e ristoratore, garantendo un miglioramento nelle prestazioni mentali e nelle funzioni cognitive; la melatonina è inoltre in grado di diminuire la sintesi del cortisolo, contribuendo a tenere sotto controllo il nostro stress al risveglio.

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