Sindrome metabolica…Ma di cosa stiamo parlando?

C’è una parola, o meglio un prefisso, che più di tutte caratterizza la società in cui viviamo: IPER. “Iper” è un accrescitivo che bene esprime la frenesia nella quale siamo giornalmente immersi e che concorre a renderci sempre più stressati e spesso malati.

Sicuramente l”ipernutrizione e l”ipercinesi contribuiscono ad alterare i nostri equilibri fisiologici rendendoci più vulnerabili sul piano fisico e mentale e più incapaci di gestire i nostri reali bisogni anche e soprattutto dal punto di vista alimentare. La nostra alimentazione, quasi senza che ce ne accorgiamo, diventa iperacidaiperproteicaipercaloricaiperglicemica e noi ci trasformiamo in individui sovrappeso, affetti da ipercolesterolemia e ipertensione, sempre più ansiosi e nervosi, con un incontrollabile e ingiustificabile appetito che spesso si trasforma in desiderio ossessivo.

Il quadro clinico può complicarsi, ed ecco che subentra la sindrome metabolica: un insieme di sintomi e fattori di rischio (ecco il perché di sindrome). Il punto di partenza è una silenziosa insulino-resistenza che porta all’aumento del grasso addominale, per arrivare poi a stati infiammatori e alle patologie cardiovascolari: è un monito che ci invita ad adottare uno stile di vita più sano.

 

È possibile capire se si è affetti da sindrome metabolica?
Sì, se si presentano contemporaneamente almeno tre di questi fattori di rischio:

  • un aumento del girovita (>102 cm negli uomini, >88 cm nelle donne)
  • elevati livelli di trigliceridi (>150 mg/dl) ebassi livelli di colesterolo HDL (<40 negli uomini, <50 nelle donne) nel sangue
  • ipertensione arteriosa (>130/85 mmHg)
  • elevati livelli di glicemia a digiuno (>100 mg/dl)
  • fame eccessiva e difficilmente controllabile

 

Numerosi studi scientifici hanno recentemente dimostrato che per migliorare un quadro complesso come quello della sindrome metabolica può essere utile:

  • seguire un regime alimentare con basso tasso di carboidrati semplici come la farina bianca e gli zuccheri raffinati: molta frutta e verdura, tagli magri di carne bianca o pesce, evitare alimenti conservati o fritti, optare per erbe e spezie al posto del sale
  • aumentare l”attività fisica: dai 30 ai 60 minuti al giorno di esercizio fisico di intensità moderata, es. camminare di buon passo
  • assumere giornalmente una valida integrazione alimentare a base di fibre vegetali, soprattutto solubili come inulina e arabinogalattano, così da accelerare il transito intestinale (= le sostanze nocive e pro-infiammatorie staranno meno a contatto con la mucosa intestinale), rallentare lo svuotamento gastrico (= si avvertirà un maggiore senso di sazietà) e aumentare l”eliminazione degli acidi biliari (= si ridurranno l”assorbimento e la produzione di colesterolo)
  • garantire una buona disponibilità alimentare di cromo che favorisca il riequilibrio tra massa corporea grassa e massa magra.

 

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