Tre cibi pronti da evitare se vuoi bene al tuo stomaco

Sarà capitato anche a voi, per questioni di praticità, di portare in tavola prodotti di facile preparazione, già cotti, pronti all’uso. Ma siamo certi che ciò che guadagniamo in tempo comporti anche un guadagno per la salute? Ricordiamo sempre che si tratta di prodotti alimentari ottenuti con processi di trasformazione: l’equivalenza tra velocità e salute, pertanto, non sussiste.

LA CARNE IN SCATOLA

Si tratta di carne macellata sottoposta a cottura, alla quale si aggiungono sale, conservanti e aromi: prima di essere inscatolata viene immersa in gelatina animale ottenuta dal prolungato riscaldamento di tendini, nervi e altri scarti di macellazione. È sicuramente molto pratica: consente di avere una pranzo super veloce, poiché basta estrarla dalla scatoletta in cui è racchiusa e riporla sul piatto. Sono però molteplici i punti deboli dal punto di vista nutrizionale:

  • ha un apporto proteico decisamente scarso
  • risulta completamento devitalizzato a causa dalla cottura prolungata
  • contiene una alto tasso di nitriti e nitrati che, oggi è risaputo, si possono trasformare in sostanze cancerogene per il nostro organismo.

GLI OMOGENEIZZATI

Anche le tipiche preparazioni per bambini sono carni inscatolate, e pertanto risultano prive di vitamine ed enzimi, sono spesso arricchite di conservanti e le proteine risultano quasi completamente denaturate.

I SALUMI

Particolarmente amati dai giovani, beneamata farcitura di panini che troppo spesso costituiscono il piatto principale della pausa pranzo, hanno un valore nutrizionale minore rispetto alla carne fresca dato il basso tenore di proteine che li contraddistingue (circa 11%) compensato dall’elevato quantitativo di grassi saturi in essi contenuto (fino al 40%). Essi si distinguono in:

  • insaccati: ottenuti dalla mescolanza di carne tritata, grasso sale e aromi successivamente inseriti in un involucro naturale o artificiale che conferisce loro la caratteristica forma a rotolo, possono essere
    • freschi (salsicce, cotechino o zampone da cuocere prima dell’uso)
    • stagionati (salame cacciatorino o nostrano)
    • cotti (mortadella o wurstel): soprattutto in questi ultimi, si utilizzano tagli di carne poco pregiati, anche congelati o importati, e ai quali, per mantenere un maggior livello di freschezza, favorire l’emulsionamento di grasso e proteine e trattenere più acqua, spesso vengono aggiunti polifosfati. Viene usato anche il glutammato monosodico, che insaporisce la concia ma è anche responsabile, secondo alcuni studi, della cosiddetta “sindrome da ristorante cinese” che si manifesta con vertigini, mal di testa e irrigidimenti  muscolari;
  • non insaccati:  traggono origine da tagli interi di carne, es. fesa o noce di manzo, da cui si ricava la bresaola, o coscia di suino da cui si ricavano prosciutto cotto, crudo e speck. Anche queste preparazioni dovrebbero essere assunte sporadicamente, in quanto contengono una elevatissima quantità di sale sia sulla superficie che all’interno, attraverso iniezioni di salamoia. Spesso poi, per aumentare la conservabilità del prodotto, si aggiungono altri additivi come i nitrati e i nitriti di sodio e potassio che aiutano a mantenere la carne di un bel colore rosso-rosato.

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