Un occhio di attenzione al bisfenolo

Sempre più spesso si sente parlare di Bisfenolo… ma che cos’è e perché se ne parla?

Il Bisfenolo A (BPA) è una sorta di mattone molecolare fondamentale nel processo di sintesi di plastiche e additivi plastici ed è una sostanza che è stata riconosciuta pericolosa per la salute del nostro organismo, perché può essere inalata, ingerita o può entrare in contatto con il nostro corpo attraverso la pelle.

Nonostante ciò, nella nostra vita quotidiana siamo tuttavia circondati da una serie di oggetti, che all’apparenza sembrerebbero del tutto innocui, ma contenendo BPA non lo sono. È, infatti, comunemente usato nella produzione del policarbonato, un tipo di plastica rigida trasparente usata per recipienti ad uso alimentare (bottiglie, tazze, caraffe, stoviglie, biberon, ecc.), di pellicole per alimenti, di rivestimenti interni di lattine, di sigillanti e di riempitivi dentaliCD/DVD, ecc. Comunemente si tende a pensare che la plastica sia un composto stabile, mentre invece il legame chimico tra le molecole di BPA è altamente instabile: c’è quindi un elevato rischio che la sostanza si diffonda nell’acqua, nelle bevande o nei cibi contenuti in recipienti di policarbonato.

Tracce di BPA si riscontrano con facilità nelle urine, nel plasma, nella placenta, nel latte materno e in vari tessuti corporei, soprattutto in quello adiposo. Un recente studio condotto dal Dipartimento per la Salute della Donna, dell”Università La Sapienza di Roma, ha dimostrato come il BPA ingerito o inalato ha un effetto estrogeno-simile, in quanto è in grado di attivare alcuni geni che hanno dei promotori sensibili agli estrogeni. Nella persona adulta, per arrivare all’alterazione dell’assetto endocrino, è necessaria un”esposizione cronica al BPA, con conseguente predisposizione a:

  • obesità
  • diabete di tipo II
  • sindrome metabolica
  • menopausa precoce
  • patologie dell”endometrio uterino
  • tumore alla mammella
  • aritmie cardiache

Ma tutto cambia se parliamo di donne in gravidanza: essendo il BPA una molecola in grado di attraversare la placenta, sono sufficienti piccolissime quantità di questa sostanza per danneggiare la salute del feto. Entrando precocemente in contatto con esso, possono provocare ritardo nello sviluppo neurale, predisponendo all”iper-reattività, all”aumento dell”aggressività e a disturbi di apprendimento e memoria.

Possiamo correre ai ripari con alcune semplici strategie:

  • quando acquistate un prodotto in plastica, controllate il numerino che vi compare sul fondo: cercate di evitare le plastiche marchiate col codice 3 e 7, prediligendo quelle bisfenol-free 
  • quando biberon e tazze di plastica sono graffiati o rovinati eliminateli
  • evitate di mettere a contatto con contenitori di plastica cibi caldi o bollenti
  • evitate di lavare i contenitori di plastica con detergenti acidi o in lavastoviglie
  • evitate di mettere contenitori di plastica nel forno a microonde
  • prediligete contenitori in vetro o in acciaio.

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