Acidosi? Questione di pH

Il pH è l’unità di misura che valuta l’equilibrio acido-basico su una scala che va da 0 (acido) a 14 (basico): se il nostro pH a livello tissutale tende ad essere costantemente acido, significa che stiamo accumulando tossine acide a discapito di preziosi elementi basici quali per esempio calcio o sodio. L’acidosi è la conseguenza più immediata e significa che la nostra forza vitale, definibile anche intelligenza corporea innata, diminuisce, predisponendoci a disturbi organici anche seri.

Qualche esempio?

  • mal di testa, emicranie, irritabilità, insonnia
  • reumatismi, gotta, osteoporosi
  • carie dentali, reazioni cutanee, eczemi e pelle grassa
  • acidità gastriche e difficoltà digestive
  • disturbi urinari e vaginali recidivanti
  • invecchiamento precoce

Capite quindi quanto sia importante tenere sotto controllo l’acidosi sistemica. Farlo non è un’impresa impossibile, anzi, basta seguire alcuni semplici consigli, e si potrà evitare l’assunzione di farmaci.

 

Contrastare l’Acidosi attraverso Abitudini Alimentari e Stile di Vita

La parola d’ordine è alcalinizzante: cominciamo decongestionando gli organi emuntori (che sembra una parola difficile, ma indica semplicemente gli organi atti ad eliminare le scorie e depurare l’organismo: in primis fegato, cistifellea, reni, sistema linfatico e cute) grazie a integratori alimentari specifici, in grado di fornire minerali alcalinizzanti che regolano il pH della matrice extracellulare portandolo verso i valori ottimali.

Anche l’alimentazione è importante: seguire una dieta alcalinizzante è in questi casi fondamentale. Ecco qui le migliori strategie nutrizionali per ripulire il corpo:

  • bere acqua con costanza durante la giornata, a piccoli sorsi, possibilmente lontano dai pasti, mai fredda e non dolcificata;
  • assumere ogni giorno almeno 2 porzioni di verdura di stagione e 3 di frutta, quest’ultima lontano dai pasti principali e preferendo ogni volta un unico tipo stando attenti a non combinare frutta acida (arance, mele, mandarini, kiwi) con frutta zuccherina (cachi, banane, prugne);
  • evitare di combinare proteine animali e proteine vegetali, proteine e amidi, zuccheri e proteine;
  • limitare l’assunzione di cibi acidificanti come crostacei e pesci molto grassi, carni, latticini e uova, brodo di carne, grassi animali per cuocere (burro, margarina, panna), carboidrati raffinati ed edulcoranti come zucchero bianco, glucosio, caffè, tè, cacao, vino e alcolici (leggi anche Contrastare l’acidosi e integrare l’alimentazione moderna).
Come sempre, poi fate regolare attività fisica: una corretta ossigenazione dei tessuti non è mai così utile come in queste situazioni!