Antibiotici e flora intestinale: sappiamo tutto?

 
Dopo una cura antibiotica è bene reintegrare la flora batterica, ma non solo per evitare diarrea e mal di pancia.
 
Sempre più di frequente sentiamo parlare di correlazione fra l’effetto degli antibiotici e la flora intestinale: spesso si afferma che è necessario assumere probiotici dopo una terapia antibiotica, ma sappiamo esattamente come mai, e soprattutto, con quale finalità? La diarrea o il mal di pancia sono davvero gli unici disturbi che mettono in correlazione gli antibiotici e la flora intestinale?
Procediamo con ordine per fare maggiore chiarezza su questi aspetti.
 

Cura antibiotica: l’importanza di ripristinare la flora intestinale.

La parola “antibiotico” deriva dal suffisso greco anti- (contro) e bíōsis (la vita), e si intende in questo caso una sostanza o una molecola in grado di uccidere o bloccare la proliferazione dei batteri “patogeni” che causano le malattie. Il rovescio della medaglia è legato tuttavia al concetto più negativo ed immediato che la parola ci può trasmettere: la capacità di uccidere il microbioma, ovvero la “flora batterica buona” presente nel nostro intestino, che è formata da una miriade di batteri utili all’organismo. Infatti, una caratteristica di questo gruppo di farmaci è la mancanza di selettività, per cui gli antibiotici si possono rivelare dannosi tanto per i batteri patogeni, quanto per la flora intestinale. Anche se il fatto che gli antibiotici e la flora intestinale non vadano d’accordo è ormai un concetto diffuso ed assodato, solo recentemente abbiamo compreso e studiato l’effettiva utilità del microbioma, e ancora in pochi si rendono effettivamente conto di quanto siano svariate le ripercussioni che possono esserci a livello di organismo nella sua complessità. La terapia a base di probiotici viene infatti principalmente intrapresa (giustamente!) per prevenire o lenire disturbi quali la diarrea e la disbiosi; queste sono infatti, specialmente a breve termine, le conseguenze più immediate ed evidenti di un disequilibrio della flora intestinale dovuta alla morte dei batteri buoni dell’intestino. Le più recenti ricerche scientifiche, tuttavia, hanno dimostrato che la flora batterica ha un ruolo attivo ed importante nella corretta funzionalità del sistema immunitario, quindi un disequilibrio di questa potenzialmente può lasciare la porta aperta a numerosi tipi di infezioni e problematiche non solo circoscritte all’intestino. Esattamente da questo dovremmo trarre la motivazione che ci spinge ad assumere un buon prodotto a base di probiotici ben formulato, che aiuti a ripristinare quella parte di flora batterica che è stata sterminata dall’antibiotico. Sarebbe buona prassi farlo sempre dopo una antibiotico terapia, anche in assenza di diarrea o di evidenti altri disturbi.
 

Sì all’antibiotico quando davvero necessario, per evitare che sia “inutilmente dannoso”.

Ovviamente anche il problema dell’abuso di antibiotici gioca un ruolo fondamentale in questa partita: la terapia antibiotica va intrapresa solo quando prescritta dal medico. Un’attenzione particolare è necessaria quando parliamo di bambini, evitando sempre il “fai da te” e rivolgendoci al pediatra: questo è il primo fondamentale approccio per evitare l’assunzione immotivata di antibiotici che, se assunti erroneamente, non sono possono risultare inefficaci, ma persino “inutilmente dannosi” per la flora batterica. Qualora l’antibiotico terapia sia la strada scelta dal medico, ricordiamoci di reintegrare la flora buona persa con l’ausilio di Colikind® gocce o Enterokind® junior, prodotti appositamente formulati da Schwabe Pharma Italia rispettivamente per le fasce d’età 0-3 anni e dai 3 anni in su, contenenti ceppi vivi e vitali appositamente selezionati per le necessità dei bambini, nello specifico Lactobacillus acidophilus DSM 24936 e Lactobacillus reuteri DSM 25175, uniti ad estratti naturali e vitamine che agiscono sinergicamente per il ripristino della corretta motilità intestinale.

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