Disturbi intestinali: sai riconoscerne I sintomi?

Abbiamo più volte evidenziato l’importanza del ruolo che l’intestino ricopre, definendolo “il cuore della salute”: il tratto gastro-intestinale è infatti un vero e proprio ecosistema molto eterogeneo, caratterizzato da un elevato grado di biodiversità: è costituito da oltre 400 specie diverse di microrganismi, in prevalenza di origine batterica, che nel loro insieme costituiscono la flora batterica MICROBIOTA.

Quando quest’ultimo si altera, si verifica una DISBIOSI (ovvero un disequilibrio) tra questi organismi, che rappresenta una delle principali cause di tossicità:

  • danneggia direttamente le cellule intestinali e altera la permeabilità della mucosa intestinale;
  • provoca alterazioni del transito e della fermentazione, con produzione di sostanze che causano gonfiore;
  • altera la risposta immunitaria;
  • genera metaboliti tossici che possono essere assorbiti dal corpo.

La flora batterica intestinale riduce quindi il proprio ruolo fondamentale di protezione dell’organismo e per questo possono insorgere malattie e disturbi di varia natura, non sempre ad essa ricollegabili.

Ma come fare a riconoscere tra disturbi molto comuni quelli associati a un cattivo funzionamento dell’intestino? I sintomi più frequenti si traducono spesso in patologie note:

INTOLLERANZE ALIMENTARI:
Si tratta di reazioni lente, subdole e progressive dell’organismo a cibi comunidovute all’incapacità dei batteri di digerire le sostanze nutritive e alla produzione di sostanze tossiche ottenute dalla fermentazione degli alimenti che sostano nel tratto digerente. Tali cibi, assunti a lungo e in quantità elevate, creano un accumulo di sostanze sgradite all’intestino, il quale coinvolge il sistema immunitario e scatena reazioni infiammatorie, che non si manifestano subito dopo l’ingestione del cibo, ma affiorano col tempo.
Tra i campanelli d’allarme legati alle intolleranze si riscontrano:

  • cefalea, mal di testa frequenti;
  • insonnia;
  • macchie cutanee;
  • gonfiori addominali;
  • dolori articolari;
  • stipsi o diarrea;
  • alterazioni dell’umore o del ciclo ormonale.


Cosa fare in caso di intolleranze alimentari:

  • una cosa da evitare, al contrario di quel che si può pensare istintivamente, è quella di eliminare in toto l’alimento “responsabile”: meglio ruotare la tipologia dei cibi e adottare corrette combinazioni alimentari (per esempio assumere le proteine lontane dagli amidi);
  • effettuare un profondo drenaggio per eliminare le tossine accumulate nell’organismo e aiutare l’attività dell’intestino;
  • ridurre le situazioni di ansia o stress, che certo non aiutano a digerire bene;
  • Eliminare cibi che possono produrre gas (bevande gassate, insalata a foglia larga, carciofi, topinambur, funghi e cipolle cotte, legumi, frutta dopo i pasti).

Un caso a parte, per il quale è invece necessario eliminare dall’alimentazione la sostanza non tollerata (glutine e tutti i prodotti che lo contengono e/o che sono venuti con esso a contatto) è la celiachia: solo così è possibile rigenerare completamente la mucosa dell’intestino e consentirle di svolgere opportunamente le sue funzioni di assorbimento.

STRESS:
L’intestino è un laboratorio di emozioni: soffre, gioisce, regola stress, ansia e tensione. È intelligente tanto da essere definito anche “secondo cervello”. Gli studi più attuali hanno confermato che in caso di malessere emotivo l’intestino ci fa sentire la sua voce manifestando alcuni disturbi, come:

  • tensione e crampi addominali;
  • nausea e vomito;
  • stati ansiosi;
  • disturbi dell’umore;
  • irritabilità
  • scarsa concentrazione.

La causa più frequente dello stress è lo stile di vita moderno che ci impone ritmi frenetici, provoca alterazioni del sonno, spesso ci obbliga a pasti troppo veloci e poco frequenti, e ci predispone a tensioni nervose; quando la disbiosi è alla base dell’affaticamento, l’alterazione delle funzioni gastrointestinali e del microbiota influenza la biochimica cerebrale e la regolazione del sistema nervoso enterico.

Cosa fare in caso di stress:

  • Non fumare ed evita gli alcolici;
  • Assumi cereali e fibre, che forniscono all’organismo un costante apporto di energie di rapido utilizzo, Omega 3 (contenuti in pesce azzurro, salmone, noci e frutta secca in genere, broccoli e cavolo verde) e vitamine del gruppo B e C, contenute in legumi, verdure a foglia verde, kiwi e agrumi e cioccolata. Quest’ultima va assunta con moderazione, per evitare di l’insorgere di gastrite e reflusso acido.

INFEZIONI GENITALI:
L’alterazione quantitativa e qualitativa dei batteri residenti sulle mucose intestinali e vaginali può indurre un aumento dei microbi patogeni nell’intestino e una conseguente alterazione del pH fisiologico della mucosa vaginale: la forma più diffusa e frequente è la micosi da candida albicans.

Sintomi delle infezioni genitali:

  • dolore e prurito;
  • irritazione, arrossamento;
  • perdite vaginali, con incidenza maggiore durante la gravidanza, la menopausa, e la stagione estiva.

Secondo molti studiosi di medicina olistica, la sovracrescita di candida nell’intestino umano (sia dell’uomo che della donna) è responsabile di sintomi come depressione, malumore, affaticamento, perdita di memoria, mal di testa e smodato bisogno di dolci. Inoltre, possono contribuire alla proliferazione di funghi l’alimentazione ricca di zuccheri raffinati e povera di fibre, l’assunzione di farmaci, di antibiotici o vaccini, lo stress e le infezioni batteriche.

Cosa fare in caso di infezioni genitali:

  • evita zuccheri, alcolici e cibi ricchi di lieviti, pomodoro, cioccolato, spezie;
  • prediligi frutta, verdura e fibre, frutta fresca di stagione (tranne quella eccessivamente dolce, come fichi e banane), cereali integrali, pesce e carne bianca, yogurt e fermenti lattici;
  • per l’igiene intima quotidiana utilizza detergenti a pH acido, e fai attenzione che l’acqua di lavaggio dalla regione anale non venga a contatto con quella vaginale;
  • evita l’utilizzo eccessivo di assorbenti interni e proteggi slip, l’utilizzo di indumenti stretti o in materiale sintetico.

Ecco perché è importante aiutare l’intestino con il probiotico giusto: le pance non sono tutte uguali e i disturbi ricollegabili alla disbiosi intestinale possono essere contrastati con l’aiuto di fermenti lattici che ristabiliscano l’equilibrio della flora batterica.

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