Perché è utile depurarsi durante l’inverno?

I primi freddi ci annunciano che l’inverno sta arrivando: come per le altre stagioni già descritte, anche in questo caso esso inizia a crescere ben prima del Solstizio del 21 Dicembre, giorno in cui culminerà il massimo dello Yin. Lo Yin è la notte, il buio, il freddo; l’inverno è la stagione dell’inattività, dell’intimità, della tesaurizzazione: le energie che avevamo visto iniziare a superficializzarsi in primavera ed esprimersi in pieno in estate ora tornano a circolare in profondità.

I RENI: ENERGIA VITALE LEGATA ALL’INVERNO

Ai Reni, lo scrigno dell’Energia, accoppiati alla Vescica Urinaria nell’Elemento Acqua, spetta il compito di accumulare il Jing, una forma di energia che viene tradotta come “Essenza vitale”. Il Jing del Rene include:

  • l’energia vitale ereditata dai propri genitori, che è ciò che rende unico ogni individuo determinandone le caratteristiche costituzionali (Jing del Cielo Anteriore),
  • il Jing quotidianamente estratto dagli alimenti, che consente al corpo di mantenersi in vita (Jing del Cielo Posteriore).

Sfortunatamente, l’unica forma di Jing “modificabile” è quello che assumiamo attraverso i nutrienti, nel senso che quanto più curiamo la qualità dell’alimentazione, scegliendo cibi “vivi”, tanto più manterremo brillante la nostra vitalità. Il Jing del Cielo Anteriore, invece, può solo consumarsi e il suo esaurimento coincide con l’invecchiamento.

 

LA STAGIONE GIUSTA PER RICARICARSI

Ecco che l’Inverno, la stagione del Rene, dovrebbe rappresentare il momento per riposare, per risparmiare energie, ricaricandosi attraverso il sonno e un’alimentazione che “nutra” davvero, così da poter di nuovo germogliare in Primavera in piena forma. I ritmi moderni, però, hanno stravolto i principi della Natura, così l’Inverno, la stagione del letargo, degli alberi spogli, dei semi che rimangono quiescenti sottoterra, è diventato la stagione in cui ci si “spreca” di più, spendendo ogni anno che passa una quota troppo alta del proprio Jing: lavorare molte ore consecutive sotto stress, saltare i pasti, dormire poco sono le condizioni più comuni che spingono il corpo, in mancanza dell’energia proveniente dall’esterno tramite cibi sani e una corretta respirazione, ad attingere al Jing renale.

Pensiamo ai bambini, oggi già dai primissimi anni (se non addirittura mesi) di vita sottoposti a orari, impegni e responsabilità che depauperano precocemente il loro “conto deposito” di Jing! Ovviamente chi ne risentirà di più sarà chi parte svantaggiato, con un Jing alla nascita già debole: in questi soggetti la forza vitale è bassa, sono molto vulnerabili e le problematiche di salute sono sempre tante, e tanto più gravi quanto più l’energia viene sperperata attraverso stili di vita non adeguati alla propria costituzione.

 

COSA ACCADE SE I RENI SI SCARICANO

Tutto diventa più difficile: la concentrazione scarseggia, le forze vengono meno, si perde la motivazione (i Reni sono infatti la residenza della Volontà) e il mondo sembra più nero. L’emozione dominante è la Paura, il cattivo presentimento, che come un gelo perenne immobilizza corpo e mente. In questo quadro “depresso” anche il sistema immunitario si indebolisce e non riesce a far fronte agli attacchi dei microrganismi patogeni.

Per comprendere meglio questi collegamenti, è importante ricordare che la Medicina Cinese nella loggia del Rene considera anche le ghiandole surrenali, che con la loro produzione ormonale regolano:

  • immunità;
  • sessualità;
  • resistenza allo stress;
  • vigore psico-fisico.

L’altra grande funzione è la gestione dell’Acqua: i Reni presiedono alla trasformazione e al trasporto dei liquidi corporei, coadiuvati dalla Vescica, a cui spetta il ruolo dell’eliminazione finale dei prodotti di scarto attraverso l’urina. Questo compito rende il Rene uno dei principali emuntori; è l’organo che in misura maggiore regola l’equilibrio acido-base, rimuovendo le scorie acide più “forti”.

Il rallentamento della funzione detossificante si manifesta con:

  • pesantezza;
  • imbibizione;
  • borse sotto gli occhi;
  • rigidità articolare.

 

DRENARE , MA SENZA FORZARE LA DIURESI

  • Un eccellente rimedio di tonificazione dell’energia renale è l‘associazione Rame-Oro-Argento, oligoelementi davvero “preziosi” per affrontare l’Inverno con maggiore forza ed entusiasmo.
  • È consigliabile effettuare un drenaggio nei 40 giorni che precedono il solstizio d’Inverno, con piante ad azione rigenerante sul Rene, come il faggio, la betulla, l’equiseto, la verga d’oro, la pilosella.

Attenzione però a non confondere l’azione profonda e riattivante del drenaggio sulle funzioni d’organo con quella forzosa dei diuretici, che a dispetto del risultato immediato su gonfiori e ritenzione, finiscono con l’inibire la funzione renale rendendo l’organo ancora più pigro e affaticato.