Sai cosa mangiare durante la tua pausa pranzo?

Il pranzo è storicamente identificato con uno stacco, una pausa, un momento rituale in cui ricaricare le batterie prima di riprendere le proprie faccende, magari riunendosi a tavola con i propri cari.

Oggi più che mai l’espressione che maggiormente accompagna questo pasto è proprio pausa pranzo, ma per molti versi il significato è profondamente cambiato, al punto che per tante persone la “pausa pranzo” non corrisponde più nemmeno al pranzo, ma a un tempo da dedicare ad altre attività.

 

PRIMA REGOLA: NON SALTARE IL PRANZO

Eppure il ruolo nutrizionale del pranzo non va sottovalutato: saltare il pranzo o ridurlo a poco più di uno spuntino può avere importanti ripercussioni negative sul metabolismo, soprattutto se poi si compensa con una cena troppo abbondante per le proprie reali necessità.

Il pranzo infatti cade in una fascia oraria in cui si rende necessario fornire alimenti che favoriscano i processi metabolici, attivando tiroide, fegato e tono nervoso, così che non si verifichi un eccessivo rilassamento fino alla sonnolenza, in grado di compromettere la vigilanza nel pomeriggio, soprattutto per chi deve ricominciare subito e non ha tempo a disposizione per riposare.

 

GLI ALIMENTI: QUALI SCEGLIERE A PRANZO?

I nutrienti che maggiormente si prestano a questo scopo sono le proteine animali: carne, pesce o uova forniscono aminoacidi essenziali e promuovono uno stimolo metabolico generale.

formaggi sono invece un alimento più complicato, rallentano la funzione tiroidea, impegnano molto il fegato, imbibiscono i tessuti e favoriscono la stitichezza, quindi saranno riservati a soggetti più asciutti dal metabolismo veloce.

Le proteine impegnano i reni nel loro lavoro di drenaggio tossinico, pertanto sarà buona norma accompagnarle sempre con un abbondante contorno di verdure crude e un frutto, così da bilanciare il carico acido del pasto.

Una ulteriore quota di carboidrati sarà data dal pane o da una piccola porzione di patate o cereali.

E per completare, una generosa dose di olio extravergine di oliva, sia a crudo che in cottura, fondamentale per fornire energia e senso di sazietà.

Per cominciare, potresti provare queste combinazioni:

  • 50 g di pane casereccio, 2 uova a tegamino, insalata di rucola e radicchio e 1/4 di ananas;
  • 1 patata arrosto, 150-180 g di scaloppine al limone, insalata verde con cipolla e 1 melagrana;
  • 50 g di riso basmati alla curcuma, 200 g di calamari in padella, insalata di finocchi, arance e olive.

A garantire la digeribilità del pasto sarà proprio la sua semplicità: associare pochi alimenti tra loro permette all’organismo di estrarre facilmente i nutrienti e sfruttare i loro segnali senza incorrere in confusione. Il risultato sarà una maggiore efficienza nel lavoro o nello studio e una maggiore resistenza fino a cena.

 

IL PRANZO NON È UGUALE PER TUTTI

Confezionare rigide regole, però, non è mai saggio in Nutrizione: alcune categorie richiedono accorgimenti diversi, come i bambini e gli adolescenti, per i quali è più opportuno un pranzo “completo”, con primo e secondo, oppure come gli sportivi che si allenano nel pomeriggio, ai quali si addice maggiormente un pasto più ricco in carboidrati che in proteine.

 

COME MANGIARE: UN ASPETTO DA NON TRASCURARE

il pranzo riunisce il bisogno di alimentarsi con il bisogno di svagarsi. È una vera ricreazione durante la quale sarebbe opportuno allontanarsi, almeno mentalmente, da ciò in cui si è impegnati. Particolarmente dannosi quindi i pasti veloci al computer o in auto, ma altrettanto nocivi quelli che avvengono durante discussioni infervorate con colleghi, superiori o familiari.

 

IL PRANZO DA ASPORTO: COSA SCEGLIERE?

Cerchiamo di realizzare delle preparazioni complete ma anche facili da consumare. Le più semplici prevedono

  • prosciutto crudo o bresaola o salmone affumicato;
  • pane, per accompagnare;
  • insalata e frutta;

Eventualmente anche il panino va bene; questa scelta, però, non andrebbe ripetuta più volte nella settimana.

Decisamente più sfiziose sono invece le frittate, soprattutto se con verdure dalle proprietà disintossicanti come carciofi, cipolle, scarola, cicoria: preparate la sera prima e tagliate a pezzetti possono arricchire un’insalata insieme a una mela, e trovare comodamente posto in un’unica schiscetta.

Un’altra valida soluzione sono gli arrosti, per esempio di tacchino o di maiale: preparati nel fine settimana, possono essere congelati tagliati già a fette e poi lasciati in frigo a scongelare durante la notte.

 

LA RICETTA IDEALE? PROVA LA NOSTRA!

E per chi non vuole rinunciare al pesce, perché non provare questa semplice ricetta, che ne prolunga la conservazione: marinate per un’ora dei filetti di pesce a scelta (merluzzo, nasello, cernia) in una emulsione realizzata con olio extravergine di olivazenzero fresco grattugiato e un liquido acido, come succo di limone o lime (oppure pompelmo, ananas, aceto di mele o di vino bianco); tamponate i filetti con carta assorbente, quindi infarinateli con farina di riso o di mandorle e friggeteli da entrambi i lati in olio extravergine, aggiungendo a fine cottura la marinatura per formare una salsina. Poneteli in un contenitore di vetro, versate ancora del succo e lasciate riposare in frigo durante la notte. Accompagnate con una insalatina misticanza con avocado e semi di zucca.

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