Sai leggere l’etichetta degli integratori alimentari?

Gli eccipienti sono anche definiti sostanze inerti o additivi in quanto prive di qualche interesse nutrizionale, ma la cui presenza risulta indispensabile per migliorare le prestazioni del prodotto dal punto di vista dell’aspetto, del gusto e della durata.

Molti degli eccipienti usati nella formulazione di un integratore alimentare possono essere inseriti come additivi anche all’interno di prodotti alimentari che comunemente portiamo sulla nostra tavola.

Come si leggono le etichette di alimenti o integratori alimentari?
Tutti i prodotti alimentari, compresi gli integratori, devono riportare in etichetta, sulla base di una specifica direttiva europea, la denominazione esatta degli ingredienti e il loro elenco in ordine decrescente di quantità. Questo per permettere a noi consumatori di scegliere il prodotto in base agli ingredienti usati e di evitare quello a cui potremmo essere allergici.

Nell’etichetta di un integratore o di un prodotto alimentare, gli eccipienti vengono indicati con la denominazione chimica seguita da un codice costituito dalla lettera E, e da 3 cifre numeriche.

Come scegliere un integratore/prodotto alimentare in base alla qualità?
Innanzitutto sulla consapevolezza che ciò che distingue un valido integratore o prodotto alimentare da uno mediocre non è solo la tipologia di sostanza funzionale che lo caratterizza e ne garantisce un effetto nutritivo ma anche la tipologia di eccipienti che lo costituisce.

Quali sono le tipologie di eccipienti e a cosa servono?
La normativa comunitaria in fatto di eccipienti periodicamente aggiorna l’elenco di sostanze ammesse nella formulazione di integratori/prodotti alimentari sulla base di nuove scoperte scientifiche o nuove sperimentazioni che consentono di determinare la DGA (dose giornaliera ammissibile), che può essere assunta dall’uomo senza dannose conseguenze. L’attuale normativa, definita con l’intervento dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, prevede numerose categorie di eccipienti che riportiamo di seguito con le relative indicazioni funzionali.

Additivi/eccipienti che aiutano a preservare la freschezza del prodotto
Conservanti: sostanze che prolungano la durata del prodotto ritardandone il deterioramento. Sono indispensabili per evitare la perdita delle caratteristiche nutrizionali dell’integratore/alimento o allo scopo di impedire lo sviluppo di microrganismi patogeni. Tra questi rientrano gli antiossidanti che proteggono dal deterioramento e dall’irrancidimento la parte lipidica-grassa del preparato soprattutto se ricca di acidi grassi polinsaturi.

Additivi /eccipienti che migliorano le caratteristiche sensoriali del prodotto

  • Edulcoranti: usati per attribuire un sapore dolce al prodotto migliorandone la palatabilità.
  • Coloranti: preparazioni di origine animale o vegetale che apportano un colore in linea con la componentistica funzionale del prodotto. Vengono usati solo per soddisfare le aspettative del consumatore: infatti se una compressa contenente vitamina C estratta dagli agrumi ha un colore arancione il consumatore tenderà, erroneamente, a considerarla più efficace rispetto ad una equivalente compressa bianca; per lo stesso motivo il consumatore è convinto che tutto ciò che sa di menta debba avere un colore verde e pertanto il colorante verde verrà inserito in moltissime preparazioni alimentari come succhi, caramelle, creme, gelati e in molti integratori alimentari come pastiglie o sciroppi per la gola.
  • Aromatizzanti: sostanze aggiunte al prodotto al fine di renderne più gradevole l’assunzione a livello gustativo sopratutto per i consumatori più piccoli. In etichetta possiamo trovare la dicitura aroma naturale o semplicemente aroma. La dicitura naturale sta ad indicare che l’aroma è ottenuto con processi estrattivi a partire da sostanze naturali (animali, vegetali minerali), mentre la dicitura aroma sta ad indicare che le sostanze usate hanno origine sintetica.

Additivi/eccipienti tecnologici
usati per facilitare la lavorazione del prodotto il cui impiego può dar luogo, in alcuni casi, ad una presenza “non intenzionale” ma tecnicamente indispensabile

  • Antiagglomeranti: sostanze che riducono la tendenza delle particelle individuali di aderire le une alle altre.
  • Agenti di rivestimento: quando applicati sulla superficie esterna di un prodotto conferiscono aspetto brillante o apportano un rivestimento protettivo.
  • Stabilizzanti/emulsionanti/addensanti: rendono possibile il mantenimento dello stato fisico-chimico di un prodotto.
  • Adsorbenti: servono ad assorbire l’umidità in eccesso presente nel prodotto finale per evitare che si alteri la forma del preparato.

Quali tipi di eccipienti per categoria sono da evitare?

CONSERVANTI:

  • l’acido benzoico per quanto la maggior parte dei conservanti sia genericamente riconosciuta come sicura, numerosi conservanti come l’E210, il BHA e il BHT, sono risultati allergizzanti e addirittura carcinogenici sui roditori. Il BHA (E320) e il BHT (E321) sulla base di studi compiuti su animali, sembrano promuovere la demolizione della vitamina D e influenzare l’attività della tiroide, motivo per cui la commissione europea ne sta rivalutando i livelli considerati accettabili. Per la loro criticità da ottobre 2014 alcuni derivati dell’acido benzoico facenti parte della famiglia dei parabeni (isopropilparabene, isobutilparabene, fenilparabene, benzilparabene e pentilparabene) sono stati vietati nel settore cosmetico e le valutazioni di sicurezza sono in corso anche nel settore alimentare.
  • I gallati (E310, 311, 312) oltre al potere allergizzante sembra predispongano a sterilità.
  • Il butilidrossianisolo (E320) sembra anche determinare complicazioni renali gravi.


EDULCORANTI:
sarebbero da evitare tutti gli edulcoranti “poco calorici” artificiali definiti intensivi in quanto anche se usati in piccole quantità hanno un altissimo potere dolcificante.

COLORANTI:
alcuni di essi anche se ammessi a livello europeo per uso alimentare, hanno dimostrato influenze negative soprattutto nei bambini. La tossicità del colorante è sempre in relazione alla sua quantità proporzionata al peso del soggetto che lo ingerisce; ecco che i bambini possono assumerne giornalmente dosi eccessive rispetto alla loro capacità di disintoccarsi soprattutto se in concomitanza all’integratore colorato fanno uso anche di alimenti preparati artificialmente addizionati di coloranti come caramelle o dolciumi.

  • Coloranti utilizzati negli alimenti o negli integratori: E102 Tartrazina, E104 Giallo di chinolina, E110 Giallo tramonto, E122 Carmoisina, E124 Ponceau 4R, E129 Rosso allura, a partire dal 2010 devono riportare in etichetta la seguente indicazione ” Può influenzare negativamente sull’attività e sull’attenzione dei bambini”. Gli stessi coloranti possono inoltre creare reazioni di sensibilizzazione soprattutto nei soggetti reattivi come gli asmatici o gli allergici.
  • Il colorante rosso , acido carminico (E120), ottenuto dalle uova o dall’essicamento dell’insetto Coccus cacti ha manifestato notevoli reazioni di sensibilizzazione, con eruzioni cutanee e shock anafilattico.
  • Il colorante bruno (E150 a b c d e) viene ottenuto dalla combustione di vari tipi di zucchero spesso trattati con sostanze chimiche come acido solforico e ammoniaca.
  • Alcuni coloranti ammessi dalla legislazione europea sono vietati in paesi extracomunitari come il carbone medicinale vegetale (E153) quest’ultimo potrebbe infatti contenere idrocarburi policiclici aromatici che se presenti in quantità superiore a 1 microgrammo /Kg risultano genotossici e cancerogeni.

STABILIZZANTI: il mannitolo (E421) in dosi eccessive ha manifestato problemi gastrici nei bambini e negli adulti diarrea e flatulenza; il butilidrochinone (E319) è risultato molto tossico per i bambini, la niacina (E375) noto stabilizzante del colore è altamente allergizzante, gli esteri acetici dei mono e digliceridi degli acidi grassi (E472a) e il sorbitolo monostearato (E491), usati come emulsionanti, possono provenire da organismi OGM; le carragenine (E407) estratte da una specie di alga e usate come addensanti possono essere allergizzanti.

ADSORBENTI: i silicati più precisamente definibili bentonite e caolino, inseriti negli integratori alimentari, possono significativamente alterare la biodisponibilità di prodotti farmaceutici assunti a breve distanza temporale dal prodotto che li contiene.

AROMATIZZANTI/ESALTATORI DI SAPIDITÀ
l’acido glutammico (E620) e il glutammato monosodico (E621): per quanto utilizzati soprattutto nell’industria alimentare e meno in quella degli integratori dovrebbero in ogni caso essere evitati in quanto responsabili di fenomeni di sensibilizzazione con sintomatologie anche gravi. In effetti l’Unione Europea ne ha vietato l’uso negli alimenti per l’infanzia mentre negli altri casi ne limita la quantità massima a 10 g per Kg di prodotto.

Perché alcuni eccipienti sono problematici?
L’assunzione di eccipienti derivanti dalle preparazioni alimentari può risultare molto maggiore rispetto a quella assunta attraverso un integratore alimentare poiché le razioni alimentari sono sempre superiori rispetto alla dose giornaliera di un integratore alimentare.

Se utilizzati quotidianamente, gli alimenti preconfezionati possono fornire un carico di additivi che potrebbe superare la soglia di sicurezza (DGA). Nel caso la DGA venga superata saltuariamente non sussistono grossi rischi per la salute umana, ma nel caso la DGA venga superata frequentemente (come succede a persone che fanno ampio uso di prodotti alimentari realizzati industrialmente) possono esserci risvolti tossicologici importanti.

Inoltre le persone non sono tutte uguali, o meglio, la loro capacità di disintossicare l’organismo dalla presenza di eccipienti/additivi problematici può variare a seconda dell’età o dello stato di salute preesistente; ecco che alcune categorie di persone come i bambini, gli anziani, le donne in gravidanza o i soggetti affetti da patologie di vario genere hanno maggiori rischi di incorrere in reazioni avverse da accumulo di eccipienti/additivi.

A noi consumatori servono sempre più strumenti che aiutino a orientarci nel mare magnum di informazioni spesso indecifrabili presenti nell’etichetta di un alimento o di un integratore in modo da scegliere con più consapevolezza prodotti di qualità. Anche se molti additivi risultano problematici e di conseguenza lo sono i prodotti alimentari che li contengono, non allarmiamoci: nel mercato esistono valide alternative, frutto del lavoro sapiente e scientificamente aggiornato di quei responsabili tecnici che – oltre alla ragione – sanno anche usare il cuore per il bene delle persone. Scegliere cibo fresco e preparato in casa permette di ridurre l’assunzione di additivi; conoscere e avere le informazioni è sempre una forma di scelta.