Vaginosi: Come Riconoscere Sintomi e Rimedi

Non tutti i pruriti e bruciori sono uguali. Essi vanno correttamente interpretati e valutati e, una volta individuate le cause, ci si può orientare al meglio per trovare una soluzione adeguata con il proprio medico. Sarà inoltre utile adottare dei comportamenti che possano velocemente ridurre i sintomi ed evitare eventuali situazioni recidivanti.

Il motivo per cui le donne in età fertile si rivolgono con più frequenza al ginecologo è la presenza di vaginite e vaginosi.

 

Vaginite, Vaginosi, Vaginosi Batterica

Facciamo innanzitutto un po’ di chiarezza, precisando che la vaginite è un’infiammazione a livello vaginale dovuta ad una vaginosi batterica o micotica, ossia un’infezione, una proliferazione a livello vaginale di batteri o miceti. Tra queste due tipologie, la vaginosi batterica è la più diffusa.

Le cause sono una crescita eccessiva di batteri patogeni e una diminuzione della consueta flora vaginale. I ceppi batterici che colonizzano la mucosa vaginale sono gli stessi che troviamo in condizioni fisiologiche. Ciò che varia è la proporzione fra batteri “amici” e batteri potenzialmente patogeni.

Alla base delle vaginiti o vaginosi batteriche c’è quindi un’alterazione della microflora vaginale.

Questa in condizioni fisiologiche è costituita prevalentemente da lattobacilli, che contribuiscono al mantenimento del pH vaginale acido, intorno ai 4,5, e tengono sotto controllo la crescita di batteri potenzialmente pericolosi. Il resto del microbiota vaginale è costituito da batteri che rimangono innocui se mantenuti “sotto scacco” a basse concentrazioni.

È tutta una questione di equilibrio, che si può rompere in seguito a diversi fattori esogeni ed endogeni, tra i quali l’alimentazione e l’utilizzo di antibiotici.

A complicare il quadro, tra le varie infezioni vi è anche la vaginosi citolitica, più rara, caratterizzata da un aumento dei lattobacilli e da un pH in questo caso “troppo acido” che porta ad un danneggiamento dell’epitelio

 

Sintomi e Cura

I sintomi della vaginosi batterica sono simili a quelli della candidosi vaginale. A volte portano all’utilizzo di un trattamento che risulta poi fallimentare o porta a recidive.

È importante dunque non improvvisare alcun tipo di trattamento e affidarsi al consiglio e alla diagnosi del ginecologo. Occorre un’analisi approfondita della sintomatologia per comprendere al meglio le differenze che aiutano poi a distinguerne la causa.

Tra i sintomi più comuni della vaginosi batterica vi sono il prurito, il bruciore, la sensazione di fastidio. Ciò che ci aiuta a distinguere il tipo di infezione sono le perdite, in base al colore, alla presenza o meno di cattivo odore e la rilevazione di un pH elevato, maggiore di 4,5.

La misurazione del pH e l’attenta osservazione di questi sintomi sono essenziali per il tipo di disturbo che si sta manifestando.

Una cosa certa è che la diagnosi precoce ci preserva da complicanze e ci permette di iniziare presto un trattamento contro la vaginosi batterica mirato.

 

Vaginosi Batterica Cure Naturali

Spesso per curare una vaginosi batterica viene prescritta una terapia a base di antibiotici, da assumere per via orale o sotto forma di creme o gel da inserire in vagina.

Questo tipo di trattamento riduce la quantità di batteri anaerobi patogeni, ma non stimola la ricolonizzazione da parte dei lattobacilli della mucosa vaginale.

È utile a questo scopo assumere anche dei probiotici specifici che contribuiscano a riportare il microbiota vaginale in equilibrio. È consigliabile anche utilizzare trattamenti topici che contribuiscano a ridurre i sintomi locali, favorendo allo stesso tempo la crescita della popolazione lattobacillare e ripristinando un pH fisiologico.

Pertanto, nel trattamento della vaginosi batterica è bene prendere in considerazione l’uso sistemico di probiotici come il Lactobacillus acidophilus e l’azione locale di prebiotici come i GOS (galattoligosaccardi) e i FOS (fruttoligosaccaridi), che favoriscono la crescita della microflora “buona” e acido lattico, che abbassa il pH vaginale, ripristinando l’ambiente ideale per i lattobacilli.

I lattobacilli, infatti, producono acido lattico e quindi contribuiscono al raggiungimento del pH acido. Inoltre, producono sostanze come il perossido di idrogeno o altre batteriocine che neutralizzano i microorganismi nocivi, impedendone la crescita.

Anche l’alimentazione è uno dei fattori che aiuta a prevenire la comparsa o a svincolarsi dalle infezioni recidive. Si consiglia pertanto di ridurre l’assunzione di zuccheri semplici, siano essi in forma di alimento o di bevanda e di aumentare l’assunzione di fibre.

Gli elementi per giocare la partita ci sono, pronte a fare scacco matto in poche mosse!

 

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