Cosa Fare se il Bambino ha il Naso Chiuso?

Il naso chiuso è uno dei sintomi caratteristici del raffreddore, una patologia di origine virale che può manifestarsi durante tutto l’anno, ma la cui incidenza è maggiore nel periodo autunnale-invernale. A partire da settembre, infatti, la temperatura diminuisce, gli sbalzi termici tra l’ambiente interno e quello esterno sono maggiori e i virus ne approfittano per proliferare.

Il raffreddore si trasmette per via aerea da persona a persona attraverso le goccioline emesse con gli starnuti con i colpi di tosse o semplicemente parlando. Il processo infettivo dura generalmente pochi giorni, non comporta rischi particolari per chi ne è colpito, a meno che non subentrino complicazioni.

I sintomi del raffreddore evolvono rapidamente dall’inizio della sintomatologia. Le secrezioni nasali, che sono acquose e profuse durante i primi giorni, diventano poi mucose, dense e purulente.

 

Raffreddore e Naso Chiuso nei Bambini di Notte

Il raffreddore è una problematica molto frequente e fastidiosa soprattutto in età pediatrica. In media nei bambini piccoli possono verificarsi dai sei ai dieci episodi all’anno. L’incidenza tende a ridursi andando avanti con l’età, ma richiede in questa fascia di età qualche attenzione in più per evitare complicazioni.

La notte è per molti una fase particolarmente critica, in cui spesso il senso di congestione nasale e delle mucose si acuisce. È critica sia per il bambino sia per il genitore.

L’incapacità di respirare bene è causa di forte irritabilità e di palese difficoltà nel bambino che non riesce a riposare come dovrebbe.

È invece motivo di allerta e conseguentemente di mancato riposo per l’adulto il cui sonno viene interrotto dal richiamo del bimbo stesso o dalla necessità di tenere il proprio piccolo sotto osservazione proprio durante le delicate ore notturne.

In presenza di naso chiuso, con congestione nasale e difficoltà a respirare, è necessario intervenire per liberare le mucose nasali dalla presenza del muco. Questo è particolarmente vero nei bambini piccoli, incapaci di soffiare il naso. Il ristagno di muco potrebbe infatti portare a complicanze. L’infiammazione potrebbe infatti estendersi anche ai seni paranasali, alle orecchie, alla gola, fino a raggiungere i bronchi.

 

Come Liberare il Naso Chiuso? Alcuni Consigli Pratici

  • Umidificare l’ambiente. L’umidità presente nell’aria può aiutare a mantenere fluido il muco e lenire le mucose nasali infiammate
  • Rimanere idratati bevendo molto. Aiuta ad assottigliare la consistenza del muco, favorendone l’espulsione
  • Tenere la testa sollevata appoggiandola su cuscini, specie di notte. Questa posizione è utile per evitare che il muco scivoli indietro verso la gola
  • Utilizzare aspiratori nasali. Soprattutto nei bambini molto piccoli, sono strumenti utili per rimuovere il muco residuo
  • Effettuare lavaggi nasali con soluzioni saline per tenere pulite le fosse nasali ed evitare ristagni di muco

 

Naso Chiuso Bambini: Rimedi Naturali per Liberare e Proteggere

Anche in caso di raffreddore, possiamo affidarci a rimedi naturali, che aiutino non soltanto a lavare i meati, ma che siano in grado di formare un film protettivo sulle mucose, alleviare l’arrossamento provocato dal continuo soffiarsi il naso e lenire alcune frequenti complicanze del raffreddore quali crosticine, ragadi ed irritazioni della mucosa nasale.

L’effetto protettivo esercitato da una barriera meccanica può rappresentare un approccio affidabile, in grado di creare un film ad effetto barriera che protegge la mucosa dal contatto con agenti esterni. Una sostanza come l’acido ialuronico butirrato, una particolare forma di acido ialuronico innovativa e brevettata, ha una maggiore permanenza a livello della mucosa nasale. Permette inoltre di prolungare gli effetti protettivi e lenitivi di eventuale altre sostanze presenti in associazione. Per esempio il gel di Aloe, ricavato da una pianta grassa della famiglia delle Liliaceae, contiene una moltitudine di sostanze attive. Tra queste i polisaccaridi che svolgono un’azione anestetica, riparatrice e antinfiammatoria.

Noto è l’utilizzo della camomilla in diverse situazioni, in particolare nell’aiutare a tranquillizzare i bambini e favorirne l’addormentamento. Oppure per lenire gli spasmi addominali dovuti a dissenterie o enteriti.

Forse meno noto, ma scientificamente documentato, è il suo utilizzo a livello cutaneo. Grazie all’azione antipruriginosa, lenitiva e cicatrizzante, viene spesso impiegata nelle preparazioni topiche per il trattamento di pelle e mucose infiammate e screpolate.

Se poi ad acido ialuronico butirrato, aloe e camomilla associamo anche un’acqua termale salsobromoiodica, in grado di aumentare l’idratazione e la fluidità del muco favorendone l’eliminazione, possiamo liberare e proteggere il naso in un solo gesto!

 

E per il Trattamento del Raffreddore…

Come abbiamo visto, il raffreddore potrebbe rappresentare il primo campanello di allarme dell’insorgenza di patologie di origine virale. Ragione per cui sarebbe opportuno intervenire sulle cause prima che l’infezione si propaghi, con l’ausilio di rimedi fitoterapici da somministrare per via orale.

Il Pelargonium sidoides è una varietà medicinale di geranio sudafricano dotato di straordinarie proprietà, le cui radici vengono utilizzate per produrre l’estratto brevettato EPs® 7630. Moltissimi sono i dati scientifici che supportano il suo utilizzo per il trattamento delle cause delle malattie da raffreddamento. Potrebbe pertanto essere indicato il suo utilizzo già ai primi starnuti, o ai primi sintomi di tosse e mal di gola, sempre su parere del pediatra.

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